I nuovi scavi subacquei avviati nel lago di Mezzano potrebbero presto dirci qualcosa di nuovo sui resti protostorici individuati in quell’area. È una delle novità emerse nel convegno “L’Acqua e gli Etruschi”, organizzato dal Comune di Grotte di Castro in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR nella nuova Casa di Comunità.
Gli scavi sono stati riavviati in queste settimane, dopo il via ufficiale nel 2025. “Un evento che vuole essere la rappresentazione e la sintesi di tutte le attività di scavo e di ricerca che portiamo avanti durante l’anno – ha dichiarato il sindaco di Grotte di Castro, Antonio Rizzello – Si tratta di un appuntamento ormai fondamentale, che rappresenta un punto di riferimento per tutta la vasta area che comprende i territori e i Comuni del lago di Bolsena. Il fatto che la Sovrintendenza abbia scelto proprio questo evento per annunciare la nuova campagna di scavi è significativo dell’importanza di questo nostro appuntamento”. Nelle giornate di venerdì e sabato il convegno ha portato al tavolo diversi relatori di livello nazionale, con il lavoro dei coordinatori scientifici Mariaflavia Marabottini, direttrice del Museo Civita di Grotte di Castro, e Marco Arizza dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.
Hanno poi contribuito al dibattito Maria Grazia Filetici, già direttrice del MiC, Dino Angelaccio del Gruppo accessibilità universale dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, e il gruppo di studiosi del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia composto da Vincenzo Bellelli, Valeria Dorsa, Melania Bisegna, Jole Tropeano e Caterina Agostino. Di rilievo l’intervento di Barbara Barbaro della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale. Al tavolo anche Rita Auriemma dell’Università del Salento, gli architetti Claudio Carocci ed Emanuela Todini, la Soprintendente Margherita Eichberg, la direttrice dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale Costanza Milani, l’archeologa Rachele Pavan, Rodolfo Brancato dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Antonino Bottone dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Giuseppe Scardozzi dell’ISPC di Lecce, gli archeologi Alessandra Sileoni, Alfredo Moraci, Walter Pantano, Michele Valentini e Simone Falqui, Giulina Galil, direttrice del Museo della Navigazione delle Acque Interne di Capodimonte, Laura Ambrosini dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale di Roma e Debora Rossi del Museo Civico Archeologico della Civiltà etrusca di Pitigliano, la studiosa Laura Sagripanti.
La giornata ha confermato il ruolo del convegno come importante momento di confronto scientifico e di condivisione dei risultati delle ricerche archeologiche sul rapporto tra gli Etruschi e l’acqua, con particolare attenzione ai temi dell’accessibilità, della valorizzazione territoriale e della tutela del patrimonio.


